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226-Novembre 1943

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Novembre 1943

Disastro ferroviario della Roma Nord a Rignano Flaminio

Prima parte ( gli eventi bellici )

Premessa: si ringraziano i signori Vittorio Annunziatini, Sandro Cecchini, Annibale Alessi e Giuseppe Bianchini di Fabrica di Roma nonchè Carlo Pulcini, Galadini Giuseppina e Sandro Pedica   di Civita Castellana,    inoltre si ringraziano anche Giovannini Roberto di Rignano Flaminio ed il noto esperto  di trasporto ferroviario italiano  Gianfranco  Lelmi di Roma, per aver messo a disposizione informazioni e foto, utili alla ricostruzione storica del grave incidente ferroviario  oggetto di questo articolo.

 

 

La prima cosa che voglio  mettere in evidenza,  è la difficoltà che ho trovato a  ricostruire questa triste vicenda  piuttosto  quella altrettanto triste dei soldati caduti nella prima guerra mondiale  di Civita Castellana.  Mentre le vicende belliche del 15/18, sono state ben catalogate e ben documentate dalle autorità di allora,  i morti causati da questo spaventoso incidente di Rignano Flaminio del Novembre 1943, sembrano essere stati dimenticati dalla storia documentata e dagli uomini!... quella storia come la intendiamo noi! credo,  dovuto al fatto che esso sia  accaduto  durante il periodo più caotico e pieno di avvenimenti disastrosi  d’Italia, dal giorno della sua unificazione ( 1861 ); essi si accavallarono uno sopra l’altro con una sequenza impressionante, facendo passare in secondo piano tutte le altre vicende, tristi o piacevoli verificatesi nel contempo.  Nel novembre del 1943 ( a partire dall’8 settembre ) l’Italia e tutte le sue istituzioni si erano liquefatte come neve al sole, ad iniziare dalle forze armate; gli anziani ancora viventi quando lo raccontano, lo definiscono: ”..periodo dello sbandamento..”

Come tutti sappiamo, l’8 settembre del 1943 fu annunciato a sorpresa dall’allora capo del governo generale Badoglio, il famoso armistizio con le forze  anglo- americane, per altro presenti sul suolo italiano fin dal luglio dello stesso anno. Tutti esultanti perché si aveva la sensazione che la guerra avesse fine…invece le città italiane, piccole o grandi, continuarono ad essere colpite da  bombardamenti aerei ancora più forti ed intensi di prima  ( per fare un esempio, basta ricordare Viterbo, il cui patrimonio abitativo  fu distrutto al 40%! )…venivano colpiti anche i piccoli centri…. Civita Castellana  subì questi bombardamenti con decine di vittime…ed anche Fabrica di Roma…come tutti i paesini ed i centri abitati d’Italia…noi non eravamo ancora nati…ma questi avvenimenti ci sono stati tramandati dai nostri genitori che lo hanno raccontato per decine d’anni……mia madre mi raccontava  della totale distruzione dell’ edificio della scuola elementare dell’attuale via Gramsci e di altri fabbricati vicini….anche le abitazioni di via della Repubblica erano  completamente a terra…come diceva il mio compare Domenico Del Priore ( Menicuccio ).  Sempre a Civita Castellana, dove adesso è ubicata la biblioteca comunale, prima  vi erano  abitazioni e nello spazio  lasciato libero dalle case distrutte si costruì l’attuale edificio che ospitava  il mercato coperto poi successivamente trasformato in biblioteca. Ovviamente  le infrastrutture viarie e ferroviarie erano le più battute dai bombardieri alleati…compresa la ferrovia Roma Nord la quale fu bombardata e mitragliata molte volte, causando decine di vittime!.......io personalmente ricordo ancora i crateri delle bombe, vicino al ponte sul Treja che rimasero visibili fino agli inizi degli anni sessanta; quel ponte fu danneggiato più volte, ma sempre riparato e riattivato in tempi brevissimi.  Le truppe tedesche avevano già iniziato ad occupare l’Italia subito il giorno 8 settembre 1943 con lunghe autocolonne di mezzi di trasporto e  carri armati provenienti dalla Germania e da tutte le nazioni sotto il controllo del terzo Reich. La strada più trafficata allora, da tutte le truppe che provenivano dal Nord Italia e dirette a Roma ed anche più a sud, era la via Flaminia ( ricordo ai giovani che l’autostrada del sole..non esisteva, essa fu inaugurata  nel 1964 ). Le truppe tedesche , complete di carri armati ed autocarri, vennero in maggior parte trasportate in ferrovia fino ad Orte poi venivano fatte scendere dai treni, facendole proseguire poi sulla via Flaminia; in pochissimi giorni tutto fu sotto il controllo dei tedeschi, compresa la ferrovia Roma Nord.

Come detto sopra le istituzioni  dello stato italiano si erano liquefatte…..regnava il caos! ed è in questo contesto che si verificò il terribile incidente ferroviario di Rignano Flaminio del 15 novembre 1943…..considerato ancora oggi il più grave scontro frontale fra due treni della rete ferroviaria italiana.

Fra il luglio e l’agosto del 1943 a Roma erano morte oltre  5000 persone sotto i bombardamenti di San Lorenzo ed altri quartieri….ecco perché l’incidente di Rignano Flaminio con oltre 100 morti……passò in sordina e pochi ne vennero a conoscenza….i mass media di allora erano impegnati in ben altri avvenimenti…solo la memoria storica degli individui lo ricorda ( quelli ancora in vita ) e sempre dalle mie ricerche, la vicenda risulta sconosciuta completamente fuori dai comuni  di Rignano Flaminio e quelli confinanti.  Per esempio a Fabrica di Roma, secondo quanto da me verificato, fra le poche persone anziane, rimaste ancora in vita e già adulte nel 1943, l’argomento è completamente sconosciuto!

Ovviamente, come detto sopra, le vie di comunicazione come le ferrovie, erano le più colpite dalle azioni belliche ;  per quanto riguarda quella della Roma Nord, le maestranze addette  la tennero però, sempre in esercizio, a costo di enormi sacrifici! i lavori di riparazione danni erano continui nonostante i disastrosi bombardamenti!...mi raccontava un vecchio capotreno, del quale non ricordo più il nome, che il ponte sul fiume Treja a Civita Castellana fu danneggiato seriamente  ed i treni non potevano più transitare sopra……neanche questa volta l’esercizio fu sospeso!....il treni provenienti da Roma si fermavano a pochi metri dal ponte, facevano scendere i passeggeri…e dall’altra parte del ponte vi era un altro treno pronto per proseguire;  ricordo inoltre i piloni di cemento armato ( sempre del ponte Treja )…con l’armatura in ferro fuoriuscita dalla sagoma e ben visibile…e se non erro esso fu definitivamente risistemato solo negli anni ’90!

Ebbene,  è proprio nel clima degli eventi bellici sopra descritti che si verificò lo spaventoso incidente ferroviario che causò la morte di oltre cento persone ( il numero preciso dei decessi a causa di questo scontro ferroviario non si conosce neanche adesso! ).

Il quotidiano “ il Messaggero” lo riportò in seconda pagina il 16 novembre 1943 con un piccolo articolo, direi un semplice  “ trafiletto “….oltretutto  non molto preciso, probabilmente anche questo dovuto  al caos della guerra ed al precario funzionamento dei mezzi di comunicazione.

Forse  altri quotidiani descrissero l’ evento disastroso…ma dalle mie ricerche  sembra che solo “ Il Mesaggero “ abbia scritto a tal proposito! ecco perché, a mio avviso, questo incidente passò quasi inosservato  dai mass media di allora ( direi da quelli che erano rimasti ancora in piedi! )

Di seguito il breve articolo del 16 novembre 1943 apparso in seconda pagina del  “Il messaggero “:

 

E’ tacito che chi lo ha scritto, per le motivazioni di cui sopra, non poteva sapere con esattezza, a poche ore dall’incidente tutti i particolari; infatti solo chi ha vissuto di prima persona la vicenda può essere al corrente dei dettagli;  dai racconti di persone che l’hanno vissuta  più direttamente e confrontando le loro informazioni con quelle dell’articolo,  ho trovato alcune lacune  o inesattezze che  comunque  ritengo compatibili  con la situazione descritta sopra: la prima saltata all’occhio è quella sul titolo dell’articolo; si parla di 50 morti e poi leggendo il testo sono diventati 80!; la seconda sono gli orari indicati dal cronista. Purtroppo oltre l’articolo di cui sopra, non ho trovato altra documentazione di cronaca in merito,  tranne quella “scritta”nella memoria storica degli anziani.

Comunque è sicuro che fra le persone morte con l’impatto e quelle che morirono nei giorni e mesi successivi per ferite riportate, alla fine il totale  superò i cento morti.

 

…continua nella prossima puntata…..

 

Arnaldo Ricci

 24.12.2016    Pubblicati su autorizzazione dell'autore Arnaldo Ricci (CAMPO DE' FIORI)

vedi articolo nr. 247-Novembre 1943 - Disastro ferroviario della Roma Nord a Rignano Flaminio - (quarta parte)