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251-Disastro ferroviario 1943-quinta ed ultima parte

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composizione artistica sul luogo dell’incidente

Novembre 1943

Disastro ferroviario della Roma Nord a Rignano Flaminio -  quinta ed ultima parte

di Arnaldo Ricci

I locali del pronto soccorso erano ubicati esattamente dove sono adesso;  se si pensa che arrivarono ad ondate successive circa 80 feriti fra gravi e meno gravi…provate ad immaginare la situazione! molti morirono nelle 24 ore  ed altri nei giorni e mesi successivi.  Gli autocarri tedeschi  provenienti  dalla strada statale N° 3 Flaminia, vennero fatti fermare all’ingresso del nostro ospedale in corso Umberto ( a quei tempi non era ancora chiamata via Vincenzo Ferretti )  i feriti vennero trasportati con barelle a mano verso il pronto soccorso,  come raccontava un vecchio infermiere di Civita Castellana; i grossi camion tedeschi non poterono entrare nella struttura ospedaliera perché all’interno non vi era e non vi è ancora,  lo spazio  per poter agevolmente manovrare.

Il Prof. Ferretti operò per giorni e giorni dormendo solo 2 o 3 ore per notte; la sua resistenza alla fatica stupì tutto il personale dell’ospedale compresi i medici tedeschi che già da qualche giorno presidiavano il nostro ospedale nonché tutte le strutture pubbliche italiane fin dal giorno 8 settembre  1943.

 Non so dire cosa avvenne nei nosocomi di Roma dove furono portati gli altri feriti, ma essendo  questi distribuiti in due ospedali , per altro molto più grandi del nostro Andosilla, ritengo che il lavoro delle maestranze ospedaliere  sia stato svolto con minori difficoltà.

I locali del pronto soccorso dell’ospedale,  erano stracolmi di feriti; non si sapeva più dove adagiarli.

 La sala operatoria rimase in funzione in H24 per giorni,  con tutti i medici disponibili nel comprensorio di Civita Castellana, sotto la ferrea direzione del Professor Ferretti ( che aveva già una settantina d’anni ) sempre in azione , dimostrando, nonostante l’età, una resistenza alla stanchezza incredibile, suscitando anche una grande ammirazione da parte dei tedeschi! molti feriti, vennero salvati dalla morte grazie alla sua abnegazione incondizionata alla professione medica. Come detto sopra, i deceduti sul colpo, al momento dell’impatto, furono in 52 ma fra quelli che morirono nelle ore, giorni e mesi successivi, i morti totali a causa dell’ incidente furono oltre 100. Il numero preciso, a mio avviso e secondo le mie ricerche, non si conosce ancora.

Si conoscono invece con precisione,  i 52 nominativi dei deceduti sul colpo, conservati negli archivi del comune di Rignano Flaminio. Inoltre  , essi sono stati pubblicati anche dal Sig. Gianfranco Lelmi nel suo sito internet http://www.ferroviaromanord.altervista.org/introduzione.htm

Molti esperti di trasporto ferroviario, affermarono successivamente che questo incidente, è stato il più grave fra quelli relativi allo scontro frontale di treni nella storia delle ferrovie italiane!

A Civita Castellana veniva spesso il generale  Feldmaresciallo Albert Kesserling, comandante in capo delle truppe tedesche in Italia, il quale si serviva di un barbiere locale che io ho conosciuto molto bene..è stato anche il mio barbiere da ragazzo….era Bruno Chitarrini da tutti conosciuto  con l’appellativo di “ spaghetto” per la sua figura longilinea. Ebbene, una volta mi raccontò del Kesserling , che ovviamente non si recava da lui in bottega, ma lo faceva chiamare, per il servizio, presso il palazzo Trocchi dove alloggiava il comando di Civita Castellana…….” Spaghetto “, a quei tempi poteva avere fra i 35 ed i 40 anni, egli mi raccontò personalmente di questo episodio…mi ricordo che diceva:  ..” Il Kesserling mi chiamava Bruno ma mi dava del lei….e durante il taglio capelli mi disse….” vede Bruno…a proposito dello scontro dei treni a Rignano…..secondo il rapporto di uno dei miei ufficiali che io mandai a coordinare i soccorsi, non ho mai conosciuto un disastro ed uno scempio di corpi simile…neanche durante l’altra guerra quando ero ufficiale Capitano di artiglieria!...comunque noi abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare per prestare soccorso”

Come già detto, fra le altre persone di Civita, perirono sul colpo anche i macchinisti  Galadini e Pedica ma il Carabellesi o Carabellese che conduceva la motrice del treno proveniente da Roma, si salvò miracolosamente!......qualcuno potrebbe dire “ ma è ovvio..i miracoli esistono!..”…non si sa come,  ma si salvò! mentre il Pedica che era sulla motrice di coda del treno proveniente da Civita morì sul colpo!....è la sorte delle volte che governa gli avvenimenti!

Fra i deceduti sul colpo vi fu un certo Lo Russo Riccardo;  non so dire da dove veniva, presumo da Roma. Ebbene i  suoi figli, sul finire degli anni ’90 si interessarono di postare una targa esattamente sul luogo dell’incidente, dove sono scritti dei versi.

Targa dei figli di Riccardo Lo Russo

Sulla targa sono scritte le seguenti parole:

Due treni di speranza

e di padri di madri di figli

di soldati di disertori di analfabeti

di contadini di immigrati…di lavoratori

 

due treni di dimenticati di svaniti

di ignoranti e mistificati

di mai esistiti ma esistiti

 

due treni di ricordati e amati

da padri e da madri

da figli da sorelle e fratelli

 

due treni di ingiustizie

di diseredati disperati

di affamati di maltrattati

di incarcerati

 

due treni di dolore

di consacrati e dissacrati

di atei e credenti

di compagni sfortunati

 

due treni di pietà

di rumori di odori

di sangue e di acqua

di urla e di strazio….di silenzio

 

due treni di padri e di madri

di figli e quasi nati di vecchi

di massacrati e sacrificati

di vittime innocenti….di morti

 

due treni pieni due treni vuoti

due treni da ricordare

due treni da non dimenticare

 

Disastro ferroviario 15. 11. 1943

 

A ricordo delle centinaia di vittime

I figli di Riccardo Lo Russo posero

                                 15. 11. 1998

 

Qualche giorno dopo l’incidente, si svolsero a Civita Castellana i funerali per le vittime civitoniche con la partecipazione dell’Ing Dell’Arciprete, a quei tempi  direttore della ferrovia Roma Nord nonché del suo vice Ing. Cecchi. Inoltre fra le autorità, erano presenti anche tutti i dirigenti al completo insieme all’ispettore sanitario Dott. Domenico Iacobitti. La notizia dei funerali fu anche riportata con un piccolo articolo sul quotidiano “ Il Messaggero “.

 

Fine

 

Arnaldo Ricci

 

 

 

vedi articolo nr. 15 Una terribile disgrazia dimenticata

 

24.12.2016    Pubblicati su autorizzazione dell'autore Arnaldo Ricci (CAMPO DE' FIORI) 

vedi articolo nr. 226, altre notizie sull'incidente (prima parte)

vedi articolo nr. 236 per ulteriori notizie sull'incidente (seconda parte)

vedi articolo nr. 240  Il disastro ferroviario di Rignano Flaminio (terza parte)

vedi articolo nr. 247-Novembre 1943 - Disastro ferroviario della Roma Nord a Rignano Flaminio (quarta parte)

vedi articolo nr. 251 - Disastro ferroviario della Roma Nord a Rignano Flaminio (quinta ed ultima parte)