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190-Qunado la Ferrovia Roma Nord era una tramvia-La stazione di Piazza della Libertà

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Ferrovia Roma Nord

Quando la Ferrovia Roma Nord era una

 tramvia

La stazione di Piazza della Libertà (parte seconda)

di Gianfranco Lelmi

   

Il quartiere Prati nel 1905 era la periferia di Roma. Splendide ville, costruzioni ottocentesche di modeste proporzioni erano state edificate, per permettere a nobili, notai, ambasciatori, insomma gente altolocata, di vivere quasi in campagna, a due passi dal centro della città.

Alcune di queste costruzioni ancora esistono, si possono ammirare e danno un’idea della stupenda architettura di quei tempi. Quasi sembra di rivivere quei periodi, dove c’era aria pulita, odore di campagna, silenzio e rarissime automobili. Oggi quelle belle costruzioni si trovano a dover sopravvivere in mezzo a moderni ed orribili fabbricati decadenti, alcune costruzioni dei primi del 900 sono state orrendamente deturpate da architetti incoscienti ed impreparati.

 

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Il 26 giugno 1905 gli “utenti frontisti” di Piazza della Libertà indirizzavano all’illustrissimo Sindaco di Roma una lettera ricordando al “Primo Cittadino” che la Piazza della Libertà fu voluta sgombra da ogni fabbricato dal Comune di Roma con grave sacrificio degli abitanti, che avevano provveduto ad effettuare opere decorative di rilievo. Dichiaravano che con questa nuova costruzione, “si presenta” ora una nuova minaccia.

Gli scriventi rendevano noto di conoscere che le opere iniziate, servivano alla costruzione di una stazione ferroviaria di testa per la linea Roma – Civita Castellana, tale edificio “viene” ad occupare una superficie di 250 metri quadrati e viene ad “interporsi tra i migliori villini, addossandosi ad essi e togliendo la bellezza della piazza”. Di seguito, si evidenziava che sarebbe stata più comprensibile la realizzazione di una piccola edicola, edificando successivamente la stazione centrale lungo via Giulio Cesare ove passa la linea tramviaria.

Non si comprende, seguitava, l’edificazione di un manufatto di tali dimensioni con il transito dei convogli lungo il Tevere. I sottoscrittori dell’esposto dichiaravano di non dubitare che il destinatario avrebbe ben compreso l’importanza della cosa, facendo sospendere subito i lavori, ponderando meglio il problema.

Tra i firmatari risultavano: Duca e Duchessa di Montevecchio, Marchese e Marchesa di Di Gordon de la Tour, Bernardo Arnaboldi.

 

Ieri 1906                                                                                      Oggi 2015

      

Piazza della Liber

                

Lungotevere Michelangelo

                    

             Piazza della Libertà

 

Nella documentazione rinvenuta, in data 28 giugno 1905, risulta una lettera dell’allora assessore      dell’Ufficio Vl in cui dichiarava di rimettere una missiva pervenutagli dal suo amico Onorevole Arnaboldi in rappresentanza del Comitato, per i miglioramenti del quartiere dei Prati di Castello. Nell’ assunto, si pregava di voler prendere in benevola considerazione quanto in essa esposto.

Erano iniziati i lavori in piazza della Libertà per la costruzione della stazione della tramvia Roma – Civita Castellana. Le proteste cominciavano a farsi sentire sempre di più. Il 3 luglio del 1905 fu indirizzato un esposto al Sindaco di Roma (protocollato dalla direzione dell’ufficio V°) ove si chiedeva che il fabbricato della “costruenda” stazione non superasse in altezza dimensioni eccessive “venga ridotto ai minimi termini per l’altezza”. I proprietari dei villini e dei fabbricati adiacenti temevano che la piazza venisse deturpata e che i loro fabbricati ne subissero le conseguenze.

Difatti per il rispetto dell’estetica della piazza ed il “benessere dei villini ad essa prospicenti”, i firmatari della lettera, chiedevano il nuovo fabbricato fosse posto sulla linea del Lungo Tevere. Come infatti avvenne.

La lettera terminava con: “Della S.V. Devotissimi”, tra i firmatari figuravano il Marchese e Marchesa C………

da Tour, Piazza della Libertà 23, per il Conte Arnaboldi firmava Natale Bruschi, Il Duca e la Duchessa di Montevecchio ed altri.

 

In data 5 luglio 1905 l’ufficio tecnico del Comune di Roma, rispondeva che la “convenzione” di erigere la stazione della Ferrovia Roma Civita Castellana, è stata accordata per deliberazione consigliare, pertanto non è in facoltà dell’ufficio scrivente disporne o meno l’attuazione.

Nella missiva veniva spiegato che la costruenda stazione, servirà per rifugio dei passeggeri, distribuzione dei biglietti, ecc., come la struttura realizzata a via Porta San Lorenzo per la tramvia per Tivoli.

 

Progetto di ampliamento della nuova stazione di Piazza della Libertà, presentato dalla Società Romana Ferrovia del Nord il 30 dicembre 1925

 

 

Il progetto della nuova stazione di Piazza della Libertà

 

Le proteste ripresero nuovamente in data 30 dicembre del 1925 quando la Società Romana Ferrovia del Nord presentò il progetto di ampliamento della nuova stazione di Piazza della Libertà. Benché al riguardo, al momento non è stata reperita una documentazione di rilievo, quello che è certo, la bocciatura del progetto, onde evitare problematiche burocratiche di notevole spessore, indirizzò senza remore l’ing. Ernesto Besenzanica ad edificare la nuova stazione a Piazzale Flaminio, costruendo un percorso ferroviario di oltre 2 chilometri in galleria. Così iniziò la storia della prima metropolitana di Roma.

Il progetto di ampliamento della nuova stazione di Piazza della Libertà, come accennato sopra, fu presentato in data 30 dicembre 1925 dalla Società Romana Ferrovia del Nord all’ Onorevole Commissario Regio di Roma, in sostituzione dell’esistente tramvia. Nelle richiesta si specificava che la “Società si occupa alacremente di spingere le ulteriori opere ed impianti, perché questa importante linea possa in breve tempo completarsi”.

Il fabbricato viaggiatori di Piazza della Libertà, è una delle maggiori opere “tramviarie della ferrovia suddetta”.

La convenzione del 17 settembre 1929, stipulata tra l’amministrazione Comunale e la cessata “Società Roma Nord” contemplava la citata opera.

L’art. 5 della convenzione prevedeva che il Comune consentiva l’ampliamento della stazione di Piazza della Libertà come evidenziato dalla planimetria.

 

 

Per quanto concerneva l’elevazione del fabbricato si doveva rispettare “il carattere attuale di chiosco ed il tipo di decorazione esistente e non dovrà essere superata l’altezza attuale”.

Nella convenzione veniva evidenziato che “il fabbricato dovrà essere considerato come integralmente facente parte degli impianti ferroviari della nuova linea Roma – Civita Castellana – Viterbo”.

La Società Romana per le Ferrovie del Nord nel progetto presentato al Comune, evidenziava che corrispondeva sia per l’area occupata che per altezza del fabbricato, a quanto convenuto nella citata convenzione.

Continuava la parte richiedente, che per l’architettura del fabbricato, si era abbandonato il “carattere attuale di chiosco”, con la realizzazione di un progetto che mirasse a realizzare un edificio più decoroso che si “accordasse con lo stile dei fabbricati circostanti”.

Per le esigenze dei viaggiatori, si rendeva noto, era previsto un locale uso buffet e dei gabinetti “decenza” in base all’atto già stipulato in data 14 giugno 1905.

Nel documento veniva allegata una pianta del progetto ed una dell’attuale stato del fabbricato. La parte istante (la Società Romana per la Ferrovia del Nord) terminava la richiesta per l’approvazione del progetto per la nuova stazione, augurandosi che quanto presentato, venisse approvato al più presto.

Nella delibera nr. 899 del 21.02.1926, la Commissione Edilizia nella seduta del 09.02.1926, respingeva la concessione della licenza per la realizzazione della nuova stazione.

Difatti come riporta il documento, si diceva: “il Governatore delibera che sia respinta la seguente licenza per la costruzione di un immobile in piazza della Libertà, poiché data l’ubicazione del fabbricato, si ritiene indispensabile, nei riguardi dell’estetica, che questo abbia l’aspetto di un semplice chalet……”.

Le osservazioni nei riguardi del Regolamento Edilizio riportano quanto segue: “La costruzione non è stata progettata secondo l’art. 5 del contratto del 17.09.1915 tra Comune di Roma e Società Tramviaria e Ferrovia Roma - Civita Castellana – Viterbo. Il perimetro della pianta è identico a quello allegato nr. 1, però l’interno è stato cambiato. Per la elevazione non è stato conservato il carattere attuale di chiosco. Sembra però che dette modifiche migliorino la costruzione”.  

 

 

 

Fonti:

Archivio Storico Capitolino

 

Protesta presentata dagli abitanti di Piazza della Libertà per la costruzione della stazione

Tit. 51 busta 14 fascicolo 52 anno 1905      21 giugno 1905 prot. 57440/1905 Catena 1581

 

Società Romana Ferrovia del Nord

Richiesta licenza di costruzione fabbricato viaggiatori per la Ferrovia Roma Civita Castellana in Piazza della Libertà

Contiene disegni. Prot. 10/1926 cat. 911 Anno/70/1926

 

Autorizzazione Archivio Storico Capitolino del 21.12.2015

Si ringrazia la dott.ssa Maria Rosaria Senofonte

 

 

 

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