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225-"La marcia dei treni"

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Ferrovia Roma Nord

“LA MARCIA DEI TRENI”

di Gianfranco Lelmi

Innanzi tutto desidero scusarmi con il personale della Ferrovia Roma Nord, perché quello che si apprestano a leggere, li farà sorridere, il mio linguaggio è a-tecnico.

Molte cose di quello che racconto sono cambiate, comunque cercherò di parlare di quanto ho appreso.

I treni con numerazione pari erano quelli che marciavano da Roma a Viterbo, quelli dispari andavano da Viterbo a Roma.

I treni venivano classificati in ordinari o periodici, in straordinari che venivano a sua volta suddivisi in treni supplementari, facoltativi, speciali. Gli speciali venivano distinti in treni viaggiatori, merci, materiali.

Come riportava il regolamento di esercizio del 1949 la circolazione dei treni era regolata col regime del giunto telefonico, cioè il Dirigente Unico veniva informato mediante fonogramma di giunto e fonogramma di partenza. Questo veniva firmato e trasmesso dal Dirigente locale o dal Capo Treno.

Le stazioni di maggiore importanza, continuava il regolamento: “potranno essere presenziate da agenti denominati Dirigenti Locali che operano secondo le disposizioni del Dirigente Unico”.

Il Capo Treno nelle stazioni presenziate riceveva e riceve gli ordini dal Dirigente Locale. 

I treni venivano e vengono sicuramente ricevuti sul binario di “più corretto tracciato”.

E’ ovvio che gran parte delle norme citate riguardano tempi oramai passati, molte norme comunque sono ancora in vigore. Ai giorni nostri la situazione di questa ferrovia è estremamente delicata. Ben sei persone, secondo alcune fonti, presiedono alla sicurezza della marcia dei treni benché venga ancora utilizzato il giunto telefonico.  In una nota del 21 gennaio 2014 della segreteria del Consiglio Unitario d’Azienda Metroferro-Fit CISL si denunciava che a causa della carenza di organico, “è stato utilizzato personale amministrativo e tecnico per ricoprire i turni scoperti dei capi stazione con tutte le conseguenze che ne potrebbero derivare alla sicurezza di esercizio ed alla circolazione dei treni, mancando inoltre la continuità lavorativa nella qualifica professionale che si ricopre”.

Nella missiva si diffidava inoltre ad utilizzare personale con qualifiche non idonee in mansioni diverse da quelle proprie.

Suscita incredulità quanto veniva detto di seguito: “Desta enorme preoccupazione poi l’aver nascosto all’utenza, i mancati scontri nella ferrovia Roma Viterbo per proteggere personaggi molto vicini ai vertici aziendali”. La nota concludeva invitando l’azienda a prendere seri e definitivi provvedimenti nei confronti dei responsabili di quanto denunciato poiché “viene messa a repentaglio la vita degli utenti e dei lavoratori”. La responsabilità di tutto ciò sicuramente non concerne il gestore della ferrovia che cerca in ogni maniera di far funzionare la corsa dei treni. La colpa come viene affermato, è della Regione Lazio che finanzia e favorisce il trasporto su gomma trascurando quello su rotaia.

Su questa ferrovia da quanto dicono alcuni esperti, incombe giornalmente il rischio di ripetersi il grave incidente avvenuto in Puglia il 12 luglio 2016 fra Andria e Corato.