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                                                                                             La ferrovia Roma nord

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                                                                        Incidente stradale a Fabrica di Roma lungo la Ferrovia Roma nord

 

Ferrovia Roma nord, i passeggeri ed i ferrovieri parlano

 

di Elisabetta Lelmi

 

 

Il giorno 2 settembre 2010 alla fermata di un certo paese, c’era grande animosità alla stazione della Ferrovia Roma nord. I macchinisti di un treno pomeridiano agitavano una copia de “Il Nuovo Corriere Viterbese” con aria smarrita, di sgomento o di indifferenza. 

                    

La stazione di Civita Castellana

A turbare la pace del caldo pomeriggio estivo, la notizia apparsa sul citato giornale con il titolo:  “Niente soldi. Addio vecchio trenino”.  Subito qualcuno del personale della ferrovia cominciava a far circolare tra i vari dipendenti fotocopie dell’articolo, iniziando a commentare quanto esposto. Si stanno mangiando tutto, dicevano. Dove ha messo i soldi l’AREMOL (Agenzia Regionale per la Mobilità)? Dove sono i cinque milioni di euro + IVA per la soppressione dei 6

 

Civita Castellana, via Ferretti

passaggi a   livello  ubicati nei pressi dei chilometri 57, 58, 59 in base all’APQ (Accordo di Programma Quadro 2007 – 2010)? Ed inoltre aggiungeva un altro, dove sono finiti gli altri quattro milioni di Euro più IVA, per la soppressione di altri cinque passaggi a livello ubicati nei pressi dei chilometri 61, 62, 64, e 73?  La discussione continuava ad animarsi, un ferroviere più preparato e più arrabbiato degli altri diceva: “Quando eravamo Me.tro avevamo un utile di 400.000 Euro, ATAC aveva una perdita di 36,9 milioni e per l’anno in corso, rischia di quintuplicare, inoltre la Polverini ha disposto sul fondo regionale destinato ad ATAC un taglio di 88 milioni. Adalberto Bertucci, amministratore  delegato di ATAC, percepisce come consigliere delegato 140 mila Euro, inoltre per tre anni avrà una consulenza di 219 mila Euro l’anno a dispetto delle delibere comunali 215/2007 e 463/2008 che vietano il cumulo tra indennità e

 

Civita Castellana, il passaggio a livello

compensi”.  “Ecco quanto riporta il giornale”, continuava: “Promozioni, assunzioni a iosa…. di amici-amanti-mogli-fratelli-sindacalisti… con una percentuale di personale non addetto alla produzione pari circa al 12%”. “I costi del personale in un anno sono passati da 576 milioni a 625, per i dirigenti si è saliti da 93 a 111 milioni. Il costo degli impiegati da 1948 milioni è passato a ben 2.177 milioni. Un capo ufficio di gabinetto, alla Regione Lazio (e sono parecchi), percepisce uno stipendio di 211 mila Euro (lordo annuo per 13 mensilità). La media per le retribuzioni più basse è di 100 mila Euro. Quando il decreto Ronchi entrerà in vigore nel 2011, l’ATAC in caduta libera verrà acquistata dai privati a quattro soldi, si ripeterà una nuova vicenda ALITALIA.

La provincia di Roma e Viterbo si assicuravano 1.700.000 Euro, per interventi sulla rete ferroviaria. Il D.M. 256  del 2006 la classifica tra le ferrovie regionali non isolate, cioè annesse alla rete nazionale, quindi di particolare valore”.

Un fischio, arrivava il treno, in carrozza, i discorsi dei ferrovieri brutalmente interrotti, riprendevano sul convoglio tra i passeggeri che avevano assistito all’animata discussione. Uno dei viaggiatori, un anziano signore, diceva: “Ieri per recarmi in pullman da Civita Castellana a Roma, sono partito alle ore 11,35, alle 12, 35 ero a Saxa Rubra, poi ho atteso il treno delle 12,50, finalmente alle ore 13,00 ero a Roma a Piazzale Flaminio, impiegando un’ora e 25 minuti,  se prendevo il treno, senza fare tanti cambi impiegavo solo un’ora e 21 minuti sicuro di arrivare con precisione in città”. “La mattina presto inoltre se prendo la corriera, quando arrivo a Morlupo c’è sempre la fila fino a Roma, non arrivo mai. Se trovi l’incidente, assai frequenti, hai perso la giornata di lavoro.” Una signora rincarava la dose: “Le corriere del COTRAL fanno una concorrenza inutile e spietata alla ferrovia, alla stessa ora hai treno e corriera. Poi corriere a non finire e pochissimi treni. Uno sperpero di denaro pubblico assurdo. Inquinamento a non finire. Polveri sottili e tumori ai polmoni a iosa.  Gli autisti del COTRAL corrono come dannati, sulla Flaminia, da Pian Paradiso, toccano gli ottanta chilometri orari ed oltre, con il rischio di uno schianto spaventoso, inoltre l’aria condizionata o il finestrino aperto dell’autista, ti fanno respirare i gas di scarico del motore o dei motori delle auto. Quando arrivi a destinazione tra velocità e gas venefici ti viene da vomitare”.

Il treno rallentava, si fermava, un silenzio impressionante piombava su tutto il convoglio, uno spettacolo raccapricciante si presentava agli occhi dei passeggeri. Un furgoncino APE semidistrutto, un telo bianco sporco di sangue, le sembianze di un corpo che sembravano quelle di un manichino. Poi attaccato, un grosso SUV di color scuro con gli air bag esplosi e lo sportello della guida aperto. Un signore si faceva il segno della croce, qualcuno timorosamente lo seguiva. Il treno “timidamente” ripartiva. Qualcuno veniva preso dalla rabbia e urlava: “ ….. e poi vogliono chiudere la linea Civita Castellana Viterbo. Ci vuole anche il treno, nono solo l’auto. Per andare a Viterbo impieghi con il treno della Roma nord un’ora e otto minuti, se vai con la corriera, ci vuole un’ora e trenta, se non di più.”  Un signore elegante, interveniva nella discussione: “ Da Roma a Viterbo con la ferrovia Roma nord impieghi due ore e trentasette, se vai con l’auto e rispetti tutti i limiti di velocità, impieghi due ore e15 minuti con un traffico medio. Questa ferrovia non va abbandonata è un patrimonio”

Il treno si fermava a Vignanello, il macchinista usciva dalla cabina con passo lento, forse addolorato per l’incidente stradale che aveva visto poco prima. Una signora gli domandava: “E’ vero che i pali che sorreggono la linea aerea sono pericolosi, come dicono”. “Signora” rispondeva il macchinista, “Sono più sicuri quelli che risalgono al 1936 che quelli nuovi”. Qualcuno accennava una risata, e nello scompartimento cominciava a regnare un po’ di distensione. “E’ vero che alle officine di Catalano si sente nell’aria una specie di declino della Ferrovia Roma nord”, continuava sempre una signora, “ma Vi assicuro che alle prossime elezioni, costerà cara ai politici attuali, se non fermeranno lo smantellamento della linea ferroviaria, la chiusura delle fabbriche, degli ospedali”.