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Writers, atti di vandalismo, furto di rame  sulla ferrovia Roma – Civita Castellana - Viterbo

 

di Elisabetta Lelmi

 

Quando vedi un treno imbrattato di scritte, vernici colorate sui vetri e sulle fiancate, se ami la pulizia, il decoro, rimani stupito, cerchi un perché che non troverai mai. Pensi ai beni treni delle ferrovie svizzere, tedesche, francesi e ti domandi perché c’è gente che ama il degrado, lo crea appositamente senza un motivo apparente. Alla Ferrovia Roma nord circolano lungo la tratta urbana convogli ridotti in stato pietoso dai writers, lo stesso discorso avviene anche lungo il percorso extra urbano, ove senza alcun rispetto per ciò che ha un valore storico, anche le vecchie carrozze e motrici degli anni trenta sono state colpite senza pietà a Viterbo, a Catalano, all’Acqua Acetosa a Roma. Guardie giurate, appositamente assunte, vigilano giorno e notte nei vari depositi dei treni ed ora finalmente questo fenomeno è in attenuazione.

A Civita Castellana tutti conoscono la storia di Massimiliano Capurso, un giovane di 27 anni che partito da Coglogno Monzese (Milano) insieme ai suoi amici writers, dopo un volo di 25 metri, ha pagato amaramente la propria passione. Lui ed i suoi amici dovevano recarsi per una vacanza a Napoli, così aveva raccontato ai suoi genitori. Sembra invece che il gruppo di circa 10 persone, si trovasse a Civita Castellana per imbrattare più treni possibile, come riporta la stampa dell’epoca, per compiere una specie di sfida tra writers. Era il 4 agosto del 2005, le tre del mattino,  bermuda, un giubbotto ed uno zainetto con diverse bombolette spray, i carabinieri in perlustrazione nella zona, lo sorprendevano insieme al  gruppetto mentre imbrattava  alcuni convogli ferroviari fermi al deposito della stazione. Capurso fuggiva, per non essere preso, scavalcava il recinto della stazione e precipitava nel dirupo sottostante. Tre graffitari venivano presi e portati in caserma per essere identificati e denunciati per danneggiamento.

Trascorso un giorno e mezzo, dopo che i suoi amici lo avevano cercato nei pressi dello scalo  avvertivano la Guardia Forestale che ritrovava il corpo dello sventurato, che veniva portato all’obitorio di Civita Castellana.

Gli atti di vandalismo non si contano su questa linea, basta fermarsi alla stazione di Magliano ubicata dopo Murlupo (venendo da Roma verso Viterbo) per vedere l’incredibile. La piccola stazione, un capolavoro di architettura dei primi del novecento, rimessa completamente a nuovo, dopo pochi giorni ha subito scempi incredibili. Porte in ferro sfondate con massi, calci, vetri blindati sfondati. All’interno calcinacci, porte divelte, radiatori staccati; all’esterno scritte incomprensibili dappertutto.  Le altre stazioni della linea, ubicate nei centri abitati hanno subito solo l’opera dei writers.

Altro problema della ferrovia, è il furto di rame. Eclatante quello che avvenne il 25 luglio del 2008, furono sospese 14 corse con conseguenti rallentamenti in entrambi i sensi di marcia per il furto di alcuni cavi di rame che permettevano il funzionamento dei segnali elettrici. E’ un commercio che serve al mercato clandestino nell’Est europeo ed in Estremo Oriente. Dopo l’argento è il meglio conduttore, nel 2003 costava 1.500 dollari alla tonnellata, nel 2008 è di 8.000 dollari la tonnellata; un chilo di rame rende sul mercato clandestino circa 10 euro. I furti di questo metallo, sempre più prezioso sono aumentati in parallelo. La gente di Labaro accusa i rom che sulle rive del Tevere bruciano i cavi avvolti nella plastica per ricavarne solo il metallo che viene rivenduto al mercato nero. Per la Polizia Ferroviaria non è facile sorprendere questi malfattori sul fatto, si punta principalmente al mercato internazionale, sulle ditte che comparano e rivendono il metallo.    

 

Fonti:

Viterbo Oggi

Corriere della Sera Fugge dai carabinieri, muore writer    di  Rinaldo Frignani

Vigna Clara Bolg     Bloccata la Roma Viterbo per furto di rame dai binari di Emanuela Micucci (25 luglio 2008)