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223-Verrà distrutta la carrozza usata da Mussolini nel 1932

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VERRA' DISTRUTTA LA CARRROZZA USATA DA MUSSOLINI NEL 1932

 

di Silvio Cappelli
 
Benito Mussolini, il duce

Benito Mussolini, il duce

Viterbo - Roma Nord - La carrozza usata dal duce nel 1932

Viterbo – Roma Nord – La carrozza usata dal duce nel 1932

Viterbo - Roma Nord - La carrozza usata dal duce nel 1932

Viterbo – Roma Nord – La carrozza usata dal duce nel 1932

Viterbo - Roma Nord - La carrozza usata dal duce nel 1932

Viterbo – Roma Nord – La carrozza usata dal duce nel 1932

Viterbo - Roma Nord - La carrozza usata dal duce nel 1932

Viterbo – Roma Nord – La carrozza usata dal duce nel 1932

 

Viterbo - Roma Nord - La carrozza usata dal duce nel 1932

Viterbo – Roma Nord – La carrozza usata dal duce nel 1932

La carrozza usata dal duce nel 1932 per l'inaugurazione

La carrozza usata dal duce nel 1932 per l’inaugurazione

 

La carrozza usata dal duce nel 1932 per l'inaugurazione

La carrozza usata dal duce nel 1932 per l’inaugurazione

 

 

Interno della carrozza usata dal duce nel 1932

Interno della carrozza usata dal duce nel 1932

Viterbo – Sembrerebbe imminente la distruzione di un considerevole numero di carrozze, della ex società ferroviaria Roma Nord risalenti al 1932, ferme ormai da tempo nella stazione di Viterbo e in alcune altre stazioni della provincia (Fabrica di Roma, Soriano nel Cimino, ecc.).

Negli ambienti bene informati si parla addirittura di pochissimi giorni.

Sembra anche che alcune carrozze siano antecedenti a questa data. Tutto materiale destinato a essere distrutto e mandato in fonderia forse anche a causa della presenza di amianto nelle loro strutture.

Tutto questo in barba alla storia e alla conservazione delle importanti testimonianze materiali di civiltà.

Tra le carrozze abbandonate sui binari morti della stazione di Viterbo anche la carrozza numero 59, utilizzata nel 1932 da Benito Mussolini per l’inaugurazione della linea ferroviaria.

Questa carrozza, come testimonia una foto dell’epoca pubblicata all’interno del libro “Il treno della Tuscia” di Angelo Curci, riprodotta anche nel sito internet tematico curato da Gianfranco Lelmi, era arredata in modo sontuoso con poltrone tappeti e lampadari. Riadattata negli anni successivi adesso è abbandonata e ha le ore contate.

Nella stazione di Viterbo soltanto un vagone postale d’epoca è stato restaurato e messo in bella vista sul primo binario. Troppo poco.

Tutte queste carrozze, attualmente, per effetto di vari passaggi e fusioni di società (Roma Nord, Stefer, Met.Ro., Trambus ecc.), sono in carico all’Atac Spa che oggi è il primo gruppo di trasporto pubblico in Italia oltre che una delle più grandi realtà a livello europeo con un’area servita di circa 1285 chilometri quadrati.

E la distruzione delle carrozze di questo importante gruppo di trasporto pubblico avverrà nonostante la vigente legislazione dei Beni Culturali e ambientali preveda che lo Stato, le regioni, e gli altri enti pubblici territoriali, nonché ogni altro ente ed istituto pubblico, siano obbligati a garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza e tenuti a garantirne la loro conservazione.

Non ci rimane, per questo, che fare appello, tra gli altri, allo Stato, alla Regione Lazio e al Comune di Roma, dove Atac Spa opera prevalentemente, affinché venga effettuato un salvataggio di queste importanti testimonianze del nostro passato usate dai nostri nonni e, probabilmente, oltre al duce, anche da altri personaggi illustri che venivano in visita o in villeggiatura nella Tuscia.

Mi viene in mente, per primo, tra gli altri, il premio nobel Luigi Pirandello che ogni anno veniva da Roma in vacanza a Soriano nel Cimino.

Silvio Cappelli

 

 

17.12.2016

  da Tuscia Web - autorizzazione Silvio Cappelli

  Foto e testo di Silvio Cappelli