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38-Pagano sempre i soliti fessi

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Ferrovia Roma nord pagano sempre i soliti fessi, continua lo smantellamento

  Gianfranco Lelmi

Osservate attentamente l’ingresso del capolinea della ferrovia Roma nord di Piazzale Flaminio a Roma, quando un gruppo cospicuo di persone entra in stazione, alcune di queste si spostano sulla sinistra, davanti alla biglietteria, aprono il cancello riservato al personale di servizio ed entrano senza vidimare il biglietto (se lo hanno). Altri si spostano sull’estremo lato destro della stazione e compiono la stessa operazione transitando attraverso le sbarre. Il tutto avviene davanti agli occhi dei vigilanti e del personale della ferrovia.

Se provi a domandare spiegazioni, ecco la risposta dei vigilanti: “Noi non possiamo fermare nessuno, non esiste nessun controllo, l’azienda non interviene”. Stesso discorso da parte del personale della ferrovia.

A dire il vero, cosa rara, alcuni controllori giorni fa (mese di settembre 2010), procedevano al controllo dei titoli di viaggio a quanti scendevano dai treni. Ma come dicono alcuni ferrovieri, sulla tratta extra urbana i controlli non esistono.   

Un ferroviere esperto in materia, menziona l’ordine di servizio nr, 67 del 7 maggio 2003 della Met.Ro in cui è fatto divieto al personale societario, incaricato di pubblico servizio di richiedere i documenti ad un viaggiatore che deve essere multato, ne può obbligare il viaggiatore che si rifiuta a fornire le proprie generalità. In base all’articolo 651 del c.p. se l’interpellato abbia fornito indicazioni sulla propria identità personale, nemmeno il pubblico ufficiale può obbligarlo ad esibire un proprio documento di identificazione. Esiste una Tessera di servizio CO.TRA.L., (ai sensi dell’art. 71, IV comma, D.P.R. 11-7.1980, nr. 753)  in possesso di alcuni dipendenti che hanno prestato giuramento presso la Pretura di Roma (Ufficio Volontaria Giurisdizione), che autorizza il personale (spesso in borghese)  a procedere alla constatazione dei fatti ed alle relative verbalizzazioni in caso di infrazione alle norme di polizia e sicurezza dei trasporti. Ma ciò non avviene. Insomma i fessi pagano ed i dritti viaggiano a sbafo.

In data odierna, 15 ottobre 2010, il nervosismo tra il personale della ferrovia è notevole. Alcuni macchinisti dicono di aver appreso da poco che presto verranno soppresse 6 corse extra-urbane della ferrovia.  Qualche ferroviere ribatte: “sono i convogli della tratta urbana che mancano, potrebbero sostituirli con gli autobus che si trovano a Grotta Rossa, è sciocco utilizzare i treni della tratta extra urbana per quella urbana, sopprimendo sei corse”.

Un macchinista che si prepara a partire, denuncia il fatto che a Catalano non esiste quasi più il  personale addetto alla manutenzione dei convogli, sono stati tutti promossi di grado. Una volta c’erano intere squadre di operai che si prendevano cura dei treni. A Viterbo in particolare, ogni treno che arrivava subiva un accurato controllo prima di ripartire. Secondo qualcuno, al contrario di quanto ha affermato l’azienda, l’incidente della Celsa è dovuto anche ad una cattiva manutenzione.

Mancano soprattutto i pezzi di ricambio, esiste una precisa volontà di smantellare la linea. Si ritiene che il servizio manutenzione ed ammortamento di  un autobus costi meno al contribuente, rispetto al treno. Non si considera che i convogli ferroviari del 1932 ancora viaggiano.

Per ora il CO.TRA.L. non è in grado di sostituire le corse dei treni che verranno soppressi, così neanche l’ATAC. Già viene ventilata l’ipotesi che i privati verranno chiamati ad effettuare i servizi sostitutivi. Riano, Rignano, Castel Nuovo di Porto, Morlupo, Civita Castellana, la Tuscia insomma, diventeranno delle vere camere a gas nonostante il bacino di utenza sia di 3.027.816 abitanti, cioè superiore di 23.395 abitanti rispetto al bacino di utenza della ferrovia Roma – Cesano - Viterbo (3.004.421 abitanti). Si sta compiendo l’errore di quando le Ferrovie dello Stato volevano smantellare le tratte Roma-Albano, Roma-Velletri, Roma-Frascati. Non considerando che nonostante il loro salvataggio, la via Appia non riesce a smaltire l’attuale flusso veicolare.

Roma conta 1508 decessi l’anno per inquinamento dell’aria dovuto alle polveri sottili. Viterbo pure, ha il suo notevole primato. Oltre al traffico veicolare, la qualità dell’aria nella Tuscia è compromessa dalla presenza del più grande polo energetico d’Europa: Montalto di Castro, Civitavecchia, Torre Valdaliga Nord.

Il sottosuolo ricco di gas radon e le elevate sostanze tossiche come l’Arsenico (cancerogeno di classe 1) contenuto nell’acqua, le acque del lago di Vico, con evidente riduzione di ossigeno e problemi di eutrofizzazione,  utilizzate dai comuni di Caprarola e Ronciglione negli acquedotti, pongono seri problemi alla salute dei suoi abitanti. Se poi aggiungiamo che il traffico veicolare

aumenterà a causa del prossimo smantellamento della linea Civita Castellana Viterbo, la situazione non presenta un futuro di certo rosa.

 

 

 

Fonti:

- Viterbo emergenza Tuscia                                         Uno Notizie   02/10/2010

- Smog a Roma, record di morti per PM10                 Latina 24 ore

- Met.Ro                                                                    ordine di servizio nr. 67 del 07/05/2003

- Met.Ro                                                                    ordine di servizio nr. 165 del 29/07/2002