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Notizie sulla Ferrovia Roma Nord

 

di Elisabetta Lelmi

 

 

Siamo giunti alla fine di novembre 2010, il circolo PRC (Partito Rifondazione Comunista) Enrico Minio di Civita Castellana, giorni fa, si mobilitava contro il paventato smantellamento della linea (Civita Castellana – Viterbo), voleva che il servizio pubblico del trasporto su rotaia venisse mantenuto. Il giorno 17 novembre 2010 il Consiglio Comunale di Civita Castellana approvava a maggioranza dei presenti la mozione per l’eliminazione dei passaggi a livello della ferrovia regionale Roma – Civita Castellana – Viterbo con conseguente raddoppio della tratta ferroviaria da Roma a Viterbo.

Il Sindaco di Civita Castellana si impegnava ad incontrare il Presidente della Regione Lazio per conoscere il futuro della ferrovia, in particolare nella tratta Civita Castellana - Viterbo. Nella mozione si voleva sapere quale è stato l’iter del finanziamento CIPE alla Regione per 600 milioni di euro necessari per i lavori di raddoppio della ferrovia. L’incontro veniva fissato dalla Regione per il 25 novembre 2010.

Il consigliere regionale del PD Giuseppe Parroncini, dopo la denuncia di Filt-Cgil e Fit-Cisl sulla minaccia dello smantellamento della ferrovia Roma Nord, presentava un’interrogazione a risposta scritta all’assessore alla Mobilità Francesco Lollobrigida per comprendere meglio la situazione.

Nella richiesta si evidenziava che il parco treni, causa i recenti incidenti si era ridotto a soli tre convogli. Il collegamento Viterbo - Civita Castellana delle 13,08 veniva soppresso portando ad una maggiore affluenza di utenti nella corsa successiva (ore 13,45). Tale soppressione, in attesa che venga ripristinata la corsa, va sostituita con autobus, veniva ribadito. Chiarimenti venivano richiesti in merito alla situazione dell’officina di Catalano, al parco treni, all’ipotesi di smantellamento ed ai 300 milioni di euro stanziati dalla precedente giunta. Il menzionato Consigliere, stando a quanto detto dagli organi di stampa, non menzionava inoltre che la corsa Civita Castellana – Viterbo delle ore 11,48 era stata anche lei soppressa.  

Questa antichissima linea ferroviaria, tutt’ora utilissima, benché assai malandata, dal 1932 ha subito attraverso gli anni pochissimi lavori di ammodernamento, quasi nulla è stato fatto nella tratta Civita Castellana – Viterbo, ove ancora oggi circolano le vetture del 1932. Eppure, benché gli anni sono passati, benché la Viterbo – Capranica – Roma sia stata elettrificata ed in parte raddoppiata, la concorrenza della Ferrovia Roma Nord è notevole. E’ vero che per giungere a Roma da Viterbo, occorro 2 ore e 37 minuti, ma quando scendi dal treno, ti trovi al centro della Capitale, a Piazzale Flaminio.

Mentre con le Ferrovie dello Stato (Roma – Capranica – Viterbo) se scendi a Ostiense o alla stazione di Trastevere, oltre al tempo di viaggio in ferrovia, devi aggiungere quasi un’ora per giunge al centro della città. Inoltre sorgono delle riflessioni importanti, se invece delle vetture del 1932, che oggi ancora funzionano, il sevizio fosse stato svolto da corriere, ogni quanti anni le avremmo sostituite e con quali costi? Quanto inquinamento ci avrebbero regalato? Il traffico avrebbe permesso una maggiore puntualità rispetto al treno?

In merito ai pendolari che utilizzano o hanno utilizzato questa ferrovia, le proteste sono e sono state sempre all’ordine del giorno. E’ interessante rileggere quanto veniva scritto nel 2006 sul mensile: Campo de’ Fiori da una pendolare di Rignano Flaminio: Signora Debora Attansio.

Ritardo di treni, treni improvvisamente soppressi senza alcun preavviso, capi stazione che si innervosivano alle richieste di informazione dei viaggiatori. I convogli, veniva detto nell’articolo, sono quelli del 1932, il tracciato della ferrovia fu arricchito di curve per raggiungere i cento chilometri di percorrenza e ricevere così i finanziamenti dallo stato, ma da allora tutto è rimasto fermo, le famose curve non sono state eliminate, i convogli sono sempre gli stessi, eppure Sacrofano, Morlupo, Castelnuovo di Porto, Riano, Rignano Flaminio hanno raddoppiato i propri abitanti in poco tempo. Impiegare un’ora e dieci minuti da Rignano è assurdo, veniva detto. La corsa che partiva da Piazzale Flaminio alle 18,10, arrivava a Rignano alle 19,40. Tutti protestavano, ma nessuno si muoveva. Molti avevano la coscienza sporca, non pagavano il biglietto o lo facevano solo in parte per il tratto urbano, tanto i controllori non esistevano nella tratta extra urbana. Molti giustificavano il loro comportamento, adducendo che il servizio faceva così schifo che pagare il biglietto era ridicolo. All’epoca il personale della ferrovia, spiegava che la soppressione delle corse ed i ritardi erano causati dall’assenza di personale e dall’aumento delle corse; si pretendeva che il personale in servizio aumentasse le ore di lavoro.  All’epoca si parlava di costituire un comitato di protesta per arginare il disservizio e chiedere l’ammodernamento della linea. Nel 2010, la situazione del trasporto sulla linea Viterbo – Civita Castellana – Roma non è cambiata affatto, basta leggere sul Corriere di Viterbo del 16.11.2010, un articolo scritto da Elisa Conti.  Nel sottotitolo si legge: “Monta la rabbia per la situazione della ferrovia Viterbo – Civita Castellana – Roma. Treni soppressi, corse sostitutive inesistenti, viaggiatori senza certezze”. Quindi proteste e servizio sempre più inefficiente.

Secondo l’articolo i convogli fermi in officina a Catalano, sarebbero addirittura cinque. Quattro fuori uso perché incidentati, uno sottoposto ad interventi di manutenzione. I vecchi Tibb del 1932 sono stati rimessi in servizio ma spesso debbono tornare in officina a causa di improvvisi guasti tecnici. Come viene riportato nell’articolo, la Cgil ha chiesto un incontro con la Regione, ma inutilmente. Le corse soppresse, con difficoltà possono essere sostituite da autobus poiché il COTRAL non dispone di vetture a sufficienza. E’ sempre più visibile lo spettro della chiusura, ma i rappresentanti del Cgil si oppongono, potrebbero accettare una rimodulazione degli orari ma non lo smantellamento. La vecchia linea ferroviaria è stata sempre abbandonata a se stessa senza interventi strutturali idonei. Occorre considerare la salvaguardia dell’ambiente, un aumento della presenza di pullman a Viterbo costituirebbe grossi problemi: di traffico e di inquinamento.

Lo stesso argomento, viene ripreso da Antonella Pace sul Corriere di Viterbo del 19.11.2010, spiegando che i pendolari temono che la soppressione di due corse: Civita Castellana – Viterbo, Viterbo – Civita Castellana, sopra menzionate, è solo l’inizio di ulteriori tagli. Intanto le corriere del COTRAL hanno cominciato sostituire le corse dei due treni soppressi.

 

  

 

 Fonti:

Tusciamedia                            No allo smantellamento….                               15.11.2010

Viterbo oggi                            Parroncini: “No allo smantellamento                 15.11.2010

ON Tuscia                              Parroncini: “sbloccare subito il fin.                    15.11.2010

Civita news                              Garantiamo a Civita Castellana il…                  24.11.2010

Campo de’ Fiori                      La protesta dei pendolari                                           2006

Corriere di Viterbo                  La tratta che fa impazzire i pendolari                16.11.2010

Corriere di Viterbo                  Soppressi due treni a Civita Castellana             19.11.2010