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Materiale storico della Ferrovia Roma Nord

di Gianfranco Lelmi

 

Tutto è cominciato con un comunicato dell’Azienda trasporti capitolina, per scatenare commenti e disquisizioni di ogni genere. Difatti ATAC annunciava che nelle giornate del 24 e 25 aprile 2017 la tratta a monte di Catalano “verrà sospesa” e le corse dei treni “verranno” sostituite da bus.

Ciò è causato, continuava il comunicato, dal trasferimento di materiale rotabile del 1932 non più in esercizio. Il Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord reagiva immediatamente emettendo un comunicato nel quale dichiarava: “Sono soprattutto inaccettabili i due giorni di disservizio per compiere questa nefandezza, come sempre a scapito dell’utenza che paga un biglietto o abbonamento al treno per poi viaggiare in bus!!!”. Il comunicato continuava dicendo che demolire la storia non fa bene a nessuno. Carlo Andrea Tortorelli, David Nicodemi, Edoardo Franchi, tre appassionati e studiosi dei trasporti storici del Lazio, hanno reagito sulla vicenda, con notevole disappunto.

Il Comitato per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del trasporto pubblico storico di Roma e del Lazio, in data 21 aprile 2017, inviava una lettera diretta all’ing. Manuel Fantasia, Amministratore Unico Atac SpA, al Dott. Bruno Rota, Direttore Generale Atac SpA, al Dott. Alessandro Mancini, Responsabile Relazioni Industriali Atac SpA, all’Ing. Alberto Giraudi, Direttore Operations Atca Spa, a Fulvio Papini, Responsabile del Procedimento Atac SpA, a Francesco Cignini, Responsabile Impianto Ferr. Roma-Viterbo Atac SpA e p.c. all’On.le Nicola Zingaretti, Presidente della Giunta Regionale del Lazio, all’On.le Virginia Raggi, Sindaco di Roma per chiedere una valutazione sulla preservazione dei treni storici della ferrovia Roma Viterbo.

In pratica lo scrivente comitato chiedeva di sostituire il materiale rotabile individuato per la preservazione, ribadendo l’importanza di salvare il complesso elettromotrice e due carrozze con i numeri 52, 74 e dicendo che “successivamente anche le unità 22 e 26 potrebbero entrare a far parte del complesso storico”. La lettera terminava dicendo che detto materiale potrebbe permettere la futura costituzione del treno storico della Tuscia.

In data 22 aprile 2017 partiva una seconda missiva diretta all’ Ing. Manuel Fantasia, Dott. Bruno Rota, Ing. Alberto Giraudi, Ing. Giovanni Battista Nicastro, direttore di esercizio Atac, Dot.ssa Manuela Manetti, Direzione Regione Territorio Urbanistica e Mobilità, On. Michele Civita, Assessore Trasporti Regione Lazio, Dott. Fabio Fucci, Consigliere Delegato Mobilità Città Metropolitana, On. Linda Meleo Assessore Città in Movimento Roma Capitale concernente sempre la conservazione del materiale storico della ferrovia Roma Viterbo. Cioè si ribadiva l’importanza di conservare le rimorchiate 52 e 74.

La missiva veniva firmata dalla Dott.ssa Valentina Pini, Sindaco di Sant’Oreste, Dott. Silverio De Bonis, Presidente Unione Comuni Valle del Tevere-Soratte, On.le Svetlana Celli, Consigliere assemblea Capitolina e Città Metropolitana, On.le Gianluca Qudrana, Consigliere dell’Ufficio Presidenza Consiglio Regionale Lazio.