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20-Bagnaia la perla della ferrovia Roma nord

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Villa Lante

                                                        

Bagnaia, la perla della ferrovia Roma nord

Gianfranco Lelmi

Leggendo il titolo del presente scritto, risalta immediatamente all’occhio attento del lettore, l’osservazione: perché Bagnaia non è la perla della Tuscia o di Viterbo? La considerazione è giustissima, ma il motivo c’é. Bagnaia è toccata da un’antica e bellissima ferrovia che risale ai primi del novecento, miracolosamente giunta fino ai giorni nostri. Menzionarla insieme a Bagnaia mi è parso doveroso.  Ma parliamo ora  della “perla”. Bagnaia, antica cittadina le cui origini risalgono al 963 d.c. posta su un promontorio roccioso offre con i suoi vicoli, le sue case, un “sapore” di antico, dove il tempo sembra essersi fermato. I numerosi panni stesi alle finestre da una parte all’altra delle strette vie danno a questa cittadina quasi un’aria di festa. Il suo nome anticamente era: Bangaria, poi attraverso i secoli si trasformò in Balnearia, in Bagnaja e da ultimo in Bagnaia. Comune indipendente prima, poi frazione di Viterbo dal 1928, storicamente cominciò ad essere menzionata  con il nome di Bagnara nell’anno 963; ubicata sulla via Francigena che percorre i monti Cimini, è famosa per  la sua “Villa Lante”.  Questa graziosa cittadina, attraversata dalla famosa ed antica ferrovia Roma – Civita Castellana – Viterbo, va sicuramente visitata. In treno,  da Roma il viaggio è lungo, di contro, la bellezza dei panorami, distraggono e richiamano l’attenzione del viaggiatore che giunto a destinazione verrà sicuramente ricompensato. Le architetture delle case di Bagnaia già nel Medio Evo suscitavano notevole interesse, poi nel periodo Rinascimentale, la costruzione di Villa Lante contribuì maggiormente alla celebrità del luogo.  Questa villa, nota fino ad epoca recente come centro di riposo e richiamo di villeggianti, cominciò ad essere edificata intorno al 1566 su richiesta del cardinale Gianfrancesco Gambara, già vescovo di Viterbo. Successivamente subentrarono i Montalto, infine nella seconda metà del secolo XVII subentrò la famiglia Lante, il cui nome nome è portato ancora oggi da detto complesso. L’ultima guerra causò gravi danni, divenuta proprietà dello stato nel 1970, subì  notevoli lavori di restauro. Questa villa rinascimentale è famosa soprattutto per le sue fontane ed i relativi giochi d’acqua ubicati su un terreno in pendenza, cadenzato da una serie di cinque terrazzamenti. La sua architettura costituisce uno dei maggiori esempi di giardino rinascimentale all’italiana. La Fontana dei Tritoni collocata nei pressi dell’ingresso principale, stupisce per la sua imponenza il visitatore, nei pressi è possibile ammirare il simmetrico giardino mentre un costante scroscio d’acqua dona una notevole sensazione di frescura. Due eleganti palazzine attribuite Jacopo Barozzi da Vignola, la Fontana delle Fiammelle, costituita da 70 getti d’acqua, la celebre Fontana dei Mori, la Fontana dei Lumini suscitano ammirazione. Continuando la passeggiata nel giardino si incontra la Fontana detta del Cardinale che veniva usata durante i banchetti per rinfrescare gli invitati, le bevande e le vivande. La fontana della Catena, nota per il veloce scorrere dell’acqua ed i suoi effetti spettacolari, insieme alla fontana del Diluvio, posta nella parte sommitale, concludono il percorso. E’ grazie all’acqua che sgorga da una sorgente, posta ai piedi dei Monti Cimini, che si è potuto realizzare questa serie spettacolare di fontane e giochi d’acqua. E’ grazie alla supervisione dell’architetto Tommaso Chiruchi esperto di idraulica ed al noto architetto di giardini Pirro Ligorio che ancora oggi possiamo ammirare questo capolavoro.