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57-Ferrovia Porrettana e Ferrovia Roma Nord, una storia comune

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                                Foto gentilmente concessa dal Sig. Umberto Erpichini, Vice presidente del Comitato: VIVALAFERROVIAPORRETTANAVIVA

Ferrovia Porrettana e Ferrovia Roma Nord una storia comune

 

Gianfranco Lelmi

Due ferrovie, la stessa storia, soppressione di corse, sostituzione della strada ferrata con il trasporto su gomma, rischio di smantellamento totale o parziale della tratta ferroviaria.

La prima ferrovia, la Porrettana, addirittura risale al 1864, chiamata “Strada ferrata dell’Italia Centrale, ha un percorso di 99 Km. a semplice binario a trazione elettrica continua, collega Bologna a Pistoia e fu realizzata attraverso la costruzione di 35 ponti e viadotti, 47 gallerie. Monumento storico dell’Italia appena unita, fu inaugurata da Vittorio II Emanuele nel 1864. Per superare la dorsale appenninica l’ingegnere francese Jean Louis Protche, nel tratto di Piteccio Corbezzi progettò una galleria elicoidale.

Tale accorgimento  fu ripreso nella costruzione  del Tunnel del San Gottardo. L’opera, di sicuro interesse ingegneristico e storico, rischia gradualmente ed inesorabilmente la chiusura. Benché oggi il suo traffico è puramente locale, attirò l’interesse di molte aziende per i vantaggi che il collegamento ferroviario offriva. I centri abitati ubicati lungo la ferrovia ripresero vita, evitando lo spopolamento della dorsale appenninica tra l’Emilia Romagna e la Toscana. Durante la prima guerra mondiale, vi transitavano anche 70 convogli in una giornata.

    

                                                                                                                     Foto del sito: VIVALAPORRETTANAVIVA 

Oggi il trasporto merci per ferrovia non viene più effettuato, è sostituito dai TIR che arrancano  lungo le salite dell’Appennino ammorbando l’aria con i loro gas di scarico. Il traffico della ferrovia, ai nostri giorni è puramente locale (1).

Eppure in contrasto con l’obiettivo di oggi che mira a ridurre il CO2 ed il traffico merci su strada, si vuole smantellarla.

Ebbene, come riporta: “ Il Tirreno” la Regione Toscana  vuole ridurre i treni su questa ferrovia e sostituire le corse con le corriere (2).

La Regione Toscana ha soppresso 12 dei 22 treni (3) che transitavano giornalmente su questa ferrovia e li ha sostituiti con autobus del COPIT. L’assessore toscano ai trasporti Luca Ceccobao è stato ampiamente contestato, come viene spiegato, la finalità della sostituzione dei treni è diretta a favorire solamente il COPIT a causa dei suoi bilanci poco sani (4). Una manifestazione si terrà a Firenze il 29 marzo 2011 per contestare i provvedimenti incorso che tra l’altro vanno ad incidere negativamente anche sul dipartimento di Bologna. Si tenterà di avere un colloquio con il menzionato assessore. (5).

                Foto gentilmente concessa dal Sig. Umberto Erpichini, Vice Presidente del Comitato: VIVALAFERROVIAPORRETTANAVIVA

Tutta questa mobilitazione  è nata spontaneamente a Pracchia, un paesino dell’Appennino tosco – emiliano posto lungo la ferrovia, che ha reagito con decisione alle nuove iniziative della Regione Toscana. Circa cento persone hanno detto no al taglio del 55% delle corse, manovra che prelude alla chiusura della linea (6). Danilo Fondi (ex macchinista) ha ribadito che il mantenere la linea efficiente costa meno dei bus sostitutivi. Millecento firme (6) sono state raccolte a favore della ferrovia, è stato nominato un comitato permanente di 11 cittadini per ulteriori iniziative. Alcuni avvocati volontari stanno considerando l’aspetto legale: esame dell’assegnazione del servizio al COPIT, modalità e contenuti; i disservizi creati agli utenti (vengono raccolti e documentati);  si sta procedendo alla realizzazione di un progetto tecnico in merito ad orari dei servizi, incroci, coincidenze, si richiederà la reintroduzione del servizio merci, dei treni turistici, la creazione di centri di interscambio gomma/ferro. Queste proposte verranno discusse di fronte ai tecnici della regione al tavolo tecnico. Tra i fondatori del comitato a difesa della ferrovia vi sono anche amministrazioni pubbliche, partiti di destra e di sinistra, pro loco, semplici cittadini. L’indignazione per i tagli è generale.

 

 

Parliamo della nostra ferrovia: la Ferrovia Roma Nord.

Inaugurata il 27 dicembre del 1906 come tramvia che partiva da Roma per raggiungere Civita Castellana, il 31 ottobre del 1913 fu inaugurata l’intera tratta Roma – Viterbo. Il 28 ottobre del 1932, anniversario della marcia su Roma, fu aperto al pubblico il nuovo tracciato ferroviario per Viterbo.

Fu concepita per collegare un consistente numero di paesi, con un tracciato di circa 102 chilometri, costeggiava (e costeggia in parte) la via Flaminia ed impiegava 5 ore e cinqunatacinque minuti.

 

 

Si differenziava dalla ferrovia Roma – Capranica – Viterbo che costeggiava  (e costeggia in parte) la via Cassia, collegava meno paesi ed aveva l’obiettivo di raggiungere direttamente Viterbo.

Il tracciato della Ferrovia Roma Nord fu gestito Società Romana Ferrovie del Nord (SRFN), successivamente subentrò il COTRAL, poi METRO ed attualmente è gestita da ATAC. Poco o nulla è stato fatto per il suo ammodernamento, ad esclusione della tratta urbana.

Nella tratta extra-urbana, fino a pochi giorni fa prestavano servizio i convogli del 1932, i pali di sostegno della rete elettrica, da Catalano a Viterbo sono gli stessi di quando fu inaugurata la linea, così anche la segnaletica risale a quel periodo.

  

 

Con un bacino di utenza che supera i 3.200.000 abitanti, è divenuta indispensabile per un numero di circa 80.000 persone (7) che giornalmente la utilizzano nella tratta Civita Castellana – Roma.

Il primo comitato che reclamava attenzione per il territorio della Provincia di Viterbo è stato senz’altro il Coordinamento Comitato promozioni Alto Lazio, che mira ad un miglioramento delle infrastrutture viarie del viterbese, puntando soprattutto al ripristino della ferrovia Civitavecchia - Capranica - Orte ed al tracciato della Circumcimina, che utilizzando la Ferrovia Roma Nord e le FS, dovrebbe collegare Viterbo, Fabrica di Roma, Capranica, Viterbo. Varie riunioni sono state tenute a San Martino al Cimino, a Viterbo, a Capranica.  Ultimamente si parlava di creare: “l’Area Tuscia – Etruria”. A Viterbo, iniziative venivano intraprese dal Consiglio Provinciale, l’assessore ai trasporti  Franco Simeone rendeva noto che il settore trasporti della  Provincia “sta elaborando insieme all’Università La Sapienza di Roma un nuovo piano di bacino….”  Per la Provincia di Roma, si è mosso con un convegno il Comune di Sant’Oreste a novembre del 2010, al quale ha partecipato il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.

A febbraio 2011, il PD interveniva da Rignano fino a Roma con una manifestazione contro il definanziamento per l’ammodernamento della linea, con la presenza anche del Capogruppo Esterino Montino. Legambiente di Castel Nuovo di Porto ha intrapreso in questi giorni (marzo 2011) una raccolta di firme “on-line” per il potenziamento della ferrovia.

 

 

Da quanto espresso, sperando di non avere trascurato ulteriori iniziative, si evince una forte “dissimmetria” tra quanto viene intrapreso nel viterbese e nella provincia di Roma.

In un mondo che viaggia sempre più velocemente verso la globalizzazione, singole iniziative disarticolate, sono senz’altro negative (secondo il mio parere).

“Dinamismi”, come quello avvenuto a Pracchia per la ferrovia Porrettana, ove un comitato agguerrito ha ottenuto in poco tempo l’assenso di millecento cittadini, hanno un grande significato.

 

 

 

  

 

Fonti:

 

- La Ferrovia Porrettana         sito: www.vivalaporrettanaviva.org/

                                               La Ferrovia Porrettana (1)

                                               Nasce un comitato permanente contro i tagli dei treni (2) (6)

                                               Utile solo al Copit (Azienda Trasp. su gomma) (3) (4)

                                               Il 29 marzo manifestazione davanti alla Regione (5)

                                               Disagi in diretta (6)

- Legambiente                        Trasporti ed infrastrutture, raccolta firme (7)