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246-Ferrovia Merano Malles, i segreti del successo di questa ferrovia e la Ferrovia Roma Nord

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Ferrovia Merano Malles,

i segreti del successo di questa ferrovia

e la Ferrovia Roma Nord

Gianfranco Lelmi

Quando provi a decantare i positivi risultati raggiunti dalla Regione Alto Adige con il ripristino della Ferrovia Merano Malles, ti senti rispondere che questa Regione riceve dallo Stato italiano fiumi di denaro e pertanto può permettersi di mantenere anche in perdita questa tratta ferroviaria. Helmut Moroder che ha dato vita al progetto ed ha fatto rinascere la linea ferroviaria Merano-Malles, in un convegno del 2012 a Sarre (Valle d’Aosta), dichiarava che dopo aver esaminato varie alternative, la Provincia di Bolzano decideva di investire 125 milioni di euro per far rinascere i 60 chilometri abbandonati, della ferrovia Merano Malles. Si puntava a far viaggiare 1,5 milioni di passeggeri l’anno, invece, continuava Moroder, con grande sorpresa per tutti, abbiamo raggiunto 1,7 milioni di passeggeri.

Ferrovia Merano Malles (foto Lelmi)

 

I vari comuni posti lungo il tracciato del treno avevano risposto positivamente al progetto di rilancio del treno, all’inizio Rfi proprietaria del sedime ferroviario, aveva rifiutato la proposta di riattivazione, poi sapendo, continuava Moroder, che eravamo disponibili a dividerci le spese, ha immediatamente accettato. La popolazione residente, composta da 40.000 residenti, ha visto ai primi del 2000 l’inizio dei lavori che terminarono dopo cinque anni.

Nel 2006 questa ferrovia ha raggiunto la capacità massima di utenza, trasportando 2,7 milioni di passeggeri. Il treno, continuava Moroder, “attira almeno il doppio dei passeggeri rispetto ai bus”. Con altri 30 milioni di investimento elettrificheremo tutta la ferrovia ed in 25 anni rientreremo dei soldi spesi, affrontando anche una gestione meno onerosa.

I treni con banchine a raso permettono facilmente l’accesso anche ai disabili ed ai ciclisti; nel 2009, continuava Moroder, i turisti svizzeri sono aumentati in Val Venosta di 200.000 unità, grazie alla riattivazione del trasporto ferroviario.

Una serie di ottime piste ciclabili venivano create tra Malles e Merano, toccando le località di maggiore richiamo turistico.

In merito agli autoservizi, venivano eliminate le corse parallele alla ferrovia e venivano istituiti percorsi a pettine per raggiungere dalle stazioni le varie vallate adiacenti alla ferrovia.

Stazione di Merano (foto Lelmi)

 

“Valutando in 110 euro al giorno la spesa media di un turista svizzero, si può affermare che la ferrovia ha fruttato 22 milioni di euro”.

Un chiarimento della realtà dei fatti ce la evidenzia l’editoriale “Bellunopress – Dolomiti”. La Merano Malles è in perdita e i conti sono ripianati dalla provincia di Bolzano. “La bigliettazione della ferrovia Merano Malles copre circa il 25% dei costi di esercizio, con un risultato eccezionale per una ferrovia secondaria. E’ l’indotto turistico che compensa ampiamente con il gettito fiscale i costi che la provincia di Bolzano affronta per pareggiare il bilancio della ferrovia”.

La politica a favore del trasporto su rotaia si va sempre più diffondendo, facendo sostenere le spese di gestione della ferrovia al turismo. Il progetto di realizzare la Bolzano Cortina, attraverso la val Gardena, passo Gardena, val Badia, passo Valparola, passo Falzarego, con un percorso di 85 chilometri, va prendendo sempre più piede.

La tassa 0,70 di euro giornaliero per persona (per hotel fino a tre stelle) e di 1,30 euro (per hotel di categoria superiore a tre stelle) permette di usufruire di card speciali (Trentino Guest Card), riservando sconti, ingressi gratuiti nei musei e trasporti gratis, generando una tale crescita economica da garantire la copertura dei costi di gestione della ferrovia. 

Ferrovia Roma Nord – convoglio in transito nei pressi di Sant’Eutizio (foto Lelmi)

 

 

La realizzazione di impianti CTC (Comando Traffico Centralizzato) gestito dal DCO (Dirigente Centrale operativo) e l’utilizzo di SCMT (Sistemi di Controllo Marcia Treno) concorrono all’abbattimento dei costi del personale permettendo un elevato standard di sicurezza. Capi stazione, casellanti ai passaggi a livello, capi treno in cabina guida, non sono più necessari.

La STA S.p.A (Strutture Trasporto Alto Adige). ha curato il progetto, il materiale rotabile, il ripristino della ferrovia; la SBA si interessa dell’esercizio della gestione della ferrovia; la SAD (Società Autolinee Dolomitiche) è presente nel contesto, quale impresa di trasporto. 

Tutta questa serie di innovazioni ha avuto la peculiarità di ridurre notevolmente il traffico stradale e di conseguenza l’inquinamento.

Ferrovia Roma Nord – convoglio in transito a Pian Paradiso

 

La velocità massima è di 100km/h, altre tratte impongono il rispetto dei 70 km/h e 60km/h, con pendenze massime del 28 per mille.

Per i fabbricati viaggiatori, si è curato il rispetto dell’architettura originale, con l’arredo di mobili in stile tirolese nelle sale d’aspetto, inoltre parcheggi di scambio facilitano l’utilizzo del treno. I marciapiedi sono stati portati a 55 cm. dal suolo per consentire la salita a raso sui treni. A Malles esiste una stella per l’inversione di marcia delle locomotive a vapore per i treni storici, con un fascio di binari di pertinenza dell’officina.

Oltre al rifacimento di alcuni ponti, si è provveduto al risanamento di alcune gallerie, con l’eliminazione di 54 passaggi a livelli, mentre per gli altri 31 sono stati realizzati sottopassi o strade di collegamento parallele alla strada ferrata. Per aumentare la velocità dei convogli si è provveduto a modificare qualche piccola parte del tracciato, mentre per i pendii franosi si sono installate delle reti di protezione.

Per quanto attiene alla nostra ferrovia chiamata Roma Nord, le prospettive future sono nere, si corre verso la chiusura di un percorso che potrebbe richiamare fiumi di turisti. Una sinergia con la riattivazione della ferrovia Orte Capranica Civitavecchia, la Circumcimina, consentirebbero di ridurre enormemente l’inquinamento atmosferico con conseguente sviluppo di una economia oramai asfittica. Castelli, ville, centri storici, monumenti, che vanno dall’età della pietra ai giorni nostri, la realizzazione di piste ciclabli, favolosi percorsi di trekking già esistenti, agriturismi, punti ecogastronomici, una fiorente attività agricola, un sole stupendo per la maggior parte dell’anno, sono l’oro nascosto della Tuscia che stupidamente non viene sfruttato.

  

 

 

Si ringraziano:

 

L’ing. Maurizio Chiusa, SAD Trasporto Locale S.p.a.

Abteilung Bahn Divisione Ferroviaria

Direktor  il Direttore

 

L’ing. Marco Stabile direttore di esercizio STA Merano Malles

 

 

 

Fonti:

La Stampa – Aosta       Il problema della ferrovia? Basta prendere esempio dall'Alto Adige               14.10.2012

Bellunopress – Dolomiti – Il treno non risolve la mobilità alpina                                                         31.03.2017

Associazione Ferrovia Mantova Peschiera – La ferrovia della Val Venosta a un anno dalla

                                    sua riattivazione

 

ferroviaromanord.altervista.org