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138-Civita Castellana ed il suo passaggio a livello

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Ferrovia Roma Nord

Civita Castellana ed il suo passaggio a livello

di Gianfranco Lelmi

 

Mi piace ricercare fatti, episodi che hanno costellato la vita della “Ferrovia Roma Nord” e del mondo che da essa dipende.

Non crediate di leggere una storia eccezionale, quello che mi accingo a raccontare è un episodio che secondo la vicenda che ci è stata tramandata, modificò in parte la vita dei civitonici.

A Civita Castellana fino a qualche anno fa c’era un barbiere chiamato Nello detto Paia che narrava episodi di vita trascorsa concernenti la sua gioventù.

La popolazione di Civita Castellana, come raccontava, viveva negli anni trenta di agricoltura, di industria della ceramica, piccolo commercio ed artigianato, con contrasti dovuti alla presenza di lavoratori provenienti dal sud.

L’autarchia del fascismo, permise un certo sviluppo dell’industria ceramica che raggiunse il 10% della produzione nazionale, impedendo al contempo la modernizzazione degli impianti.

Enrico Minio

Nel quadro sopra esposto, si sviluppava a Civita Castellana il movimento operaio che trovava in Enrico Minio una figura altamente rappresentativa. Nasceva così nell’area civitonica, negli anni 20, un forte gruppo di militanti antifascisti che si ispirava ai principi della democrazia e del socialismo.

Nelle fabbriche della ceramica si diffondeva una notevole propaganda antifascista clandestina che accentuava la repressone fascista che culminava con processi, condanne e terribili scene di violenza.

In questo clima estremamente agitato, un bel giorno, dopo che era stata inaugurata la Ferrovia Roma Nord, Benito Mussolini, si trovò a transitare con la sua auto e la sua scorta lungo la Flaminia che all’epoca percorreva Civita Castellana. Le auto dell’OVRA (la polizia segreta dell’Italia Fascista) si trovavano in testa ed in coda al corteo. Giunti all’attuale via della Repubblica, all’altezza del passaggio a livello, il corteo dovette arrestarsi, poiché le sbarre erano abbassate per l’imminente sopraggiungere del treno.

Il Duce andò su tutte le furie, scese dall’auto circondato e protetto dai suoi, e sapendo di trovarsi in una zona a lui ostile, cominciò a percorrere a grandi passi la strada, imprecando, in attesa del passaggio del convoglio ferroviario.

Finalmente la via fu nuovamente percorribile, lo spavento comunque fu enorme. Tante è vero, come raccontano, tre giorni dopo iniziarono i lavori per la variante della nuova Flaminia.

Oggi per andare verso Terni, si percorre la strada statale3 (via Flaminia) transitando per Frattacci, Sassacci e non per via Terni.

Da allora, Civita Castellana ha visto una forte diminuzione di traffico stradale, con i suoi apporti negativi o positivi che siano, a seconda del punto di vista.

 

 

 

 Fonti:

Oreste Zampini                                Storia del movimento operaio a Civita Castellana dal 1943 al 1970

Si ringrazia Erminio Colonnelli (Erminio alla Ghiacciaia)